CGIL Parma, INCA CGIL Parma e Fondazione Di Vittorio invitano ad un evento streaming dedicato "Alle origini di una lunga storia di tutele e assistenza per i diritti chiamata INCA"
Nell'ambito del cartellone 2022 con cui la CGIL di Parma da quest'anno propone un calendario strutturato di "OCCASIONI DI MEMORIA", è in programma per il prossimo martedì 22 febbraio, alle ore 14.30, un incontro, promosso da CGIL Parma, INCA CGIL Parma e Fondazione Di Vittorio, dedicato alla storia dell'Istituto Nazionale Confederale di Assistenza.
L'evento, dal titolo "1945: L'INVENZIONE DEL PATRONATO. Alle origini di una lunga storia di tutele e assistenza per i diritti chiamata INCA", sarà articolato in forma di colloquio tra MATTIA GAMBILOGHI, ricercatore della Fondazione Di Vittorio, LUCA FERRARI, direttore del Patronato INCA CGIL Parma, LISA GATTINI, segretaria generale CGIL Parma, FABIO LAURICELLA, dell'Ispettorato territoriale del lavoro, LUCIANO PETRONIO, consulente legale CGIL Parma, e FRANCESCO BARIGOZZI, coordinatore INCA CGIL Emilia-Romagna.
Parteciperanno anche il direttore dell'Ispettorato territoriale del lavoro di Parma e Reggio Emilia, Francesco Gattola, e la direttrice dell'INPS di Parma, Marianna Lupo.
Sarà possibile seguire l'evento unicamente in diretta streaming dal Cubo in via La Spezia, 90 Parma sul canale Youtube e sulla pagina Facebook CGILParma.
Grazie alla Fiom e all'Inca di Bologna, l'Inail riconosce le tutele antinfortunistiche ad una cinquantina di dipendenti di un'anzienda metalmeccanica bolognese, contagiati dal Coronavirus.
Avevano contratto la malattia sul posto di lavoro tra febbraio e marzo dello scorso anno ma, solo qualche giorno fa, a seguito di una richiesta di riconoscimento avviata dal Patronato della Cgil, insieme al sindacato dei metalmeccanici, è arrivata la conferma da parte dell'Istituto assicuratore che ad una cinquantina di lavoratori della Fiac Compressori di Pontecchio Marconi, primo caso nel bolognese in ambito metalmeccanico, sarà corrisposta una tutela in più, quella della qualificazione del periodo come infortunio e non come malattia.
Una decisione che consentirà loro di ottenere più facilmente le terapie post infezione e l'eventuale riconoscimento dei postumi permanenti causati dal virus. Prestazioni non scontate, considerando la difficoltà di dimostrare con certezza dove è avvenuto il contagio e dunque il nesso causale con l'attività lavorativa.
Secondo Mario Garagnani della Fiom Cgil di Bologna, infatti, se tante persone nello stesso periodo nella stessa azienda si sono contagiate, questo è già un elemento che consente di accertare il nesso causale del contagio con l'attività lavorativa svolta. In questo caso, riferisce, è stata fatta una serie di verifiche in azienda ed è stato riscontrato che c'erano dei potenziali rischi che potevano essere riconducibili al nesso di causalità tra il contagio e l'occasione del lavoro: per esempio il fatto di lavorare a stretto contatto o, in alcuni casi, anche una non applicazione 'perfetta' dei protocolli previsti, che poi in seguito sono stati migliorati, ma che in quel periodo sono stati riconosciuti".
Si terrà mercoledì 1 dicembre in Piazza dell' Unità a Bologna, a partire dalle ore 10, la manifestazione regionale di CGIL CISL e UIL per cambiare la legge di Bilancio.

Il programma di mercoledì prevede gli interventi dal palco delle delegate e dei delegati le conclusioni di Domenico Proietti, segretario nazionale UIL.
La manovra non dà risposte sufficienti per contrastare le diseguaglianze sociali, economiche e geografiche del Paese.
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?No a quota 102. Serve una pensione di garanzia per giovani, più sostegno a donne, ai lavoratori disoccupati, discontinui e precoci e forti incentivi per la previdenza complementare.
Possibilità di pensione:
- da 62 anni di età.
- con 41 anni di contributi senza limiti di età.
Migliorare Opzione donna e rafforzare l’Ape sociale estendendo la platea dei lavori gravosi e usuranti.
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?Incrementare le risorse da destinare alla riduzione delle tasse a lavoratori e pensionati.
Contrastare lavoro nero, evasione ed elusione fiscale.
Basta incentivi a pioggia alle imprese.
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?Servono investimenti per creare buona occupazione, ammortizzatori sociali universali e politiche attive.
Contrastare la precarietà e rilanciare il potere di acquisto di salari e pensioni.
Occorre stabilizzare il lavoro e rilanciare le assunzioni nei settori pubblici, a partire da sanità e scuola.
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?Rafforzare le politiche industriali e di sviluppo.
Sbloccare gli investimenti in ricerca, innovazione e formazione.
Affrontare le sfide della transizione ambientale e digitale.
Risolvere le tante crisi aziendali ferme da troppo tempo al Mise.
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?Incrementare le risorse e introdurre i livelli essenziali in vista della legge sulla non autosufficienza.
Contrastare la povertà, migliorando il reddito di cittadinanza e potenziando le politiche di inclusione.







